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venerdì 8 novembre 2013

Maratona di New York - da "Punto e Linea Magazine"

In un’atmosfera onirica dai toni caravaggeschi, Mario e Steve si preparano ad affrontare insieme, ognuno a suo modo, una grande sfida, la maratona di New York. Correndo nel silenzio della notte, sovrastati dall’immensità di un grande cielo stellato, i due amici si confrontano, facendo emergere due personalità contrastanti ma complementari, intimamente legate e fondamentali per la completezza l’uno dell’altro. Realtà e sogno, corpo e anima, luci e ombre: gli opposti si incontrano, si compenetrano per andare oltre la scena, chiamando il pubblico a guardarsi dentro, indagando la propria esperienza per darle significati nuovi e inediti. L’esperimento, autenticamente metateatrale, fa convivere più visioni, spaziando dal teatro al cinema, dall’attento studio della prossemica alle proiezioni da grande schermo. Sperimentazione e tradizione si intrecciano in un allestimento moderno e affascinante, tecnicamente perfetto nella resa spazio-temporale, nella scelte musicali e illuminotecniche, intensamente emozionale e magistralmente interpretato da due giovani artisti che hanno ancora tanto da raccontare. Uno spettacolo che sorprende, diverte, commuove. Da vivere appieno, assaporando l’empatia che - solo in teatro - si crea tra attori e pubblico. Incontrando Cristian Giammarini e Giorgio Lupano da subito si percepisce la profondissima affinità artistica e personale che li lega. Amici da un ventennio, Cristian e Giorgio si incontrano nei primi Anni Novanta presso la scuola del Teatro Stabile di Torino, allora diretto da Luca Ronconi. L’amicizia e l’intesa professionale tra loro è subito colta dal grande maestro che li sceglie per interpretare, da protagonisti, Pilade di Pier Paolo Pasolini, in occasione del primo saggio della scuola nel 1993. Pilade è la storia di due amici legati da un rapporto forte, autentico, profondo e fraterno. Oreste e Pilade, Steve e Mario… A vent’anni di distanza, le due esperienze drammaturgiche si incontrano e si completano, mescolandosi per dare vita a uno spettacolo che racchiude citazioni e suggestioni autobiografiche, dai gusti letterari a quelli cinematografici, portando sul palcoscenico un lavoro in grado di andare ben oltre la scena. La scelta, difficile e ambiziosa, di essere al contempo attori e registi di se stessi, nasce proprio dalla volontà di far vivere sulla scena due personaggi veri, nati dalle pagine di Edoardo Erba per diventare fisicità, intima emozione, esperienza di vita oltre i confini della vita, per sfociare in riflessioni di respiro universale che si perdono nel cielo stellato, mentre – come scrive l’autore - “la luna si avvicina”. E la presenza dello stesso Edoardo Erba durante alcune delle prove si è rivelata fondamentale per la riuscita dello spettacolo, aiutando i due attori-registi a meglio comprendere i personaggi, per poi trascenderli in una personalissima rilettura scenica. Portata in scena per la prima volta in occasione della riapertura del Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto, durante la stagione 2008-2009, la Maratona di New York di Giammarini-Lupano inizia una corsa che dopo cinque anni non vede scemare l’interesse da parte del pubblico, in un rinnovato entusiasmo per un testo che arriva al cuore, lasciando sbigottiti e generando riflessioni che lo rendono un’opera aperta, il cui finale è scritto nel cuore e nella sensibilità di ogni singolo spettatore.

http://www.puntoelineamagazine.it/cover/maratona-di-new-york


mercoledì 6 novembre 2013

"Maratona di New York" - Al teatro Leonardo di Milano fino a sabato 9 novembre

05 Novembre 2013                    


Attori, interpreti e atleti, registi e maratoneti. Cristian Giammarino e Giorgio Lupano si presentano in una triplice veste agli spettatori della Maratona di New York, pièce di Edoardo Erba, tradotta in numerose lingue e portata sulle scene di tutto il mondo. Mario e Steve sono due amici che si allenano di notte per partecipare alla Maratona di New York e senza sosta, nel silenzio del buio rotto soltanto dalle stelle che disegnano imperscrutabili costellazioni, raccontano e si raccontano. Corrono sul posto gli attori, a simulare la corsa, e lo fanno per un'ora intera: alla fine è una più che discreta prestazione atletica (oltre che autoriale)...

Invero la Maratona di New York in scena al Leonardo da Vinci è un'opera di grande drammaticità: le esistenze (di uno x due? O di uno : due?) si dipanano come la corsa inesausta nella notte oscura e bruciante, fra ricordi e recriminazioni, amare dissolvenze, illusioni e visioni. Flash in bianco e nero, la città sedimentata lontano, sentimenti che svuotano l'anima nell'aria delle parole che volano al ritmo della corsa.

Non ci sono altri, non presenze, solo pallide e pur nette evocazioni, il deserto spettrale di una strada di cui non si scorge inizio né fine. Un panorama di solitudine rappresa. Mario e Steve corrono corrono corrono... perché? Dove? Come? Quando? E chi resterà chi diverrà?

«Lo spettacolo non tradisce il testo originale» ha detto Edoardo Erba, «ma lo rilegge, lo re-inventa, lo inserisce in una dimensione drammatica nuova. La regia è modernissima, magistrale: passa indenne dai momenti comici, senza sottolinearli e senza averne paura, e arriva diretta al cuore del dramma fondendo incubo e realtà in una sola dimensione, un'unica grande notte stellata. Notte che gli attori attraversano con una spontaneità che conquista e un'intensità che commuove. Difficile per il pubblico non ridere e non avere i brividi […] La loro corsa è un gesto iperreale e tuttavia compone un disegno preciso, espressivo e rigoroso. Che ipnotizza e che coinvolge, lasciandoti alla fine un grumo d'amore e di dolore da portare a casa, da elaborare con calma».

Un lavoro oltremodo originale, un'ora sognante in una realtà sospesa, un accenno a quei temi universali troppo spesso, nel quotidiano che mangia e smangia, superficialmente e colpevolmente gettati nella spazzatura dell'oblio.

 

Alberto Figliolia
 
 
 
 

"Maratona di New York" al Teatro Leonardo Da Vinci di Milano - Il passaggio di staffetta tra vita e morte

Maratona di New York"
Testo di: Edoardo Erba
Regia: Cristian Giammarini e Giorgio Lupano
Cast: Cristian Giammarini e Giorgio Lupano

«Perché corriamo?» è il leit-motiv che dal mero campo agonistico abbraccia il senso universale della vita in "Maratona di New York", scritto nel 1993 da Edoardo Erba (uno dei pochi drammaturghi contemporanei in Italia ndr) e riportato sul palco dell'Elfo Puccini da Cristian Giammarini e Giorgio Lupano.
Nel buio della sala si palesano le sagome dei protagonisti introdotte dalle note dei Sigur Rós, tracce guida per il pubblico nel suggerire sensazioni oniriche e visionarie.
Un tonfo quasi d'interferenza e l'allenamento può iniziare. Due amici fraterni si preparano per partecipare alla Maratona di New York, meta capace di unire due opposti modi di affrontare l'esistenza. Mario (C. Giammarini), l'anello apparentemente più debole, votato alla filosofia zen e facile ai ricordi nostalgici dell'infanzia, segue devotamente Stefano/Steve (G. Lupano), l'intransigente, l'uomo per cui o è bianco o è nero («le cose o si fanno bene o non si fanno») e che ha votato un anno della sua vita alla causa della maratona.
Corrono l'uno accanto all'altro, si sorpassano a vicenda in una simmetria che detta il ritmo della narrazione; si raccontano passando dagli argomenti prettamente maschili (donne, sesso, partite) a quelli morali e spirituali. Stefano assume il ruolo di chi insegna che «la vita è un incubo […] e devi farglielo sentire che è un incubo», non son concessi stop, ma solo stringere i denti per portare a casa il risultato. Edoardo Erba nelle pieghe del testo e gli interpreti operativamente sul palco riescono a elevare uno squarcio apparentemente quotidiano, dal sapore banale, a riflessione altra coinvolgendo lo spettatore e fotografando la realtà dominata da stereotipi. «Assecondando le suggestioni dell’autore abbiamo cercato di portare la concretezza e la quotidianità dei dialoghi in un territorio iper-reale, allucinato, dove ogni sentimento, ogni pensiero, ogni parola possa vivere la sua vita come se fosse la prima e forse anche l’ultima volta» (dalle note di regia).
Due poli contrari e complementari vivono la maratona della vita per «entrare nel mito» - Stefano – e per divertirsi – Mario, guidati dalla parola d'ordine «Go!».
Chi non si rifletterebbe in quell'imperativo categorico di voce martellante: «non possiamo deludere», schiacciati dall'idea dell'altro come qualcuno a cui dimostrare qualcosa.
L'attenta regia di Giammarini-Lupano ha deciso di dar forma al viaggio di scoperta quasi fosse l'inland empire di David Lynch. Scorrono sullo sfondo gli indizi di una memoria disorganica con cui fare ancora i conti (video di Massimo Federico); corre il firmamento stellato nel tentativo di unire la costellazione di Mario con quella di Steve.
Gli attori realizzano in scena la fatica fisica dei loro personaggi conferendogli spessore e trasmettendo la coscienza dei limiti umani. L'uno soffre pur di non ammettere a se stesso di aver spinto troppo, l'altro si rincuora sapendo che Stefano non è un mito invincibile.
"Maratona di New York" è una storia abile nel muovere i tasti giusti dell'arte e delle corde emozionali tanto da commuovere e far ridere/sorridere a distanza di una battuta secca.
Dal tunnel della notte una luce accecante illumina e scopre il velo della costruzione onirica.
Nel percorso esistenziale s'inciampa, ci si rialza spesso col dono di avere fianco a fianco chi ci vuol bene, ma bisogna essere «liberi di correre fino alla morte e liberi di fermarci» (replica Mario a Stefano).

Maria Lucia Tangorra (visto al Teatro Elfo Puccini di Milano nella stagione 2009-2010 e recensito per Teatro&spettacolo.org nel giugno 2010)

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Leonardo dal 31 ottobre al 9 novembre 2013.

http://www.teatroespettacolo.org/maratona-di-new-york--al-teatro-leonardo-da-vinci-di-milano.htm


Per informazioni:
http://www.teatroleonardo.it/

"Maratona di New York" - Uno spettacolo che diverte e commuove, tutto di corsa

Ehi, ce la fai?Ho insistito io per venire.
Una città di notte, vista dall’alto, avvolta dalle sue luci. Di botto ci ritroviamo con i piedi per terra e uno strano rumore di fondo. C’è qualcosa di inquietante. Sarà l’idea un po’ bizzarra di andare a correre sotto le stelle, mentre la città dorme. Steve e Mario si allenano per la maratona di New York, mica cotiche. C’ha va, iniziamo. Il primo minuto è sempre il più duro. Tum, tum, tum. Scarpe da ginnastica sull’asfalto. Correre con qualcuno, di notte. Il minimo che puoi fare è parlare.
Vorrei correre indietro nel tempo e rompere tutte le facce che non ho rotto.
Stare dietro nella vita. Essere costretti a inseguire. La mamma aveva paura di farti uscire. L’amico d’infanzia con cui volevi gareggiare in bicicletta. Il cedimento durante il confronto, duro, con un coetaneo. Mannaggia, dovevi spaccargli la faccia, a quello.
Quanto?!8’ 15”
Tum, tum, tum. Rimpianti e uscite fulminanti. E intanto il cielo stellato è squarciato da lampi improvvisi. Mario sente i brividi. Inquietudini. Steve e Mario si incitano a vicenda. Si conoscono da tanto. Hanno condiviso ragazze. Controvoglia. Cosa che ha infastidito notevolmente Steve, che infatti rinfaccia a Mario di avergli fregato la donna.
La figa è un ricettacolo di malattie.
Mentali.
Tum, tum, tum. Mario è insicuro, ha il terrore di non arrivare al traguardo. Steve gli ricorda che i limiti vanno superati. I dubbi esistenziali sono come le chiavi della macchina di Mario: sono sfuggenti. Dove sono finite, le chiavi? Torniamo indietro. Steve e Mario sono diversi, eppure sembrano quasi uno la coscienza dell’altro. Inquietudini.
E’ tutta la vita che sono così: gli altri che corrono e io che non riesco a stargli dietro.
E attorno il panorama cambia. Mario è disorientato. Non riconosce il paracarro, il passaggio a livello. I punti di riferimento svaniscono. Alle loro spalle, i lampi proiettano istantanee di vita. Inquietudini, ovvio.
Non mi ricordo se sono venuto a prenderti.
Tum, tum, tum. Mario non ricorda dove sia la macchina. I due si allontanano. Steve non sembra più così spaccone. Resta dietro, a incitare Mario, che corre sempre più forte, sempre più solo. Sale la musica. Una luce ci abbaglia.
Tu credi in Dio?
Che razza di domande mi fai?
Maratona di New York è una vera e propria performance fisica, divertente e commovente, interpretata e diretta da Cristian Giammarini e Giorgio Lupano con bravura, fatica e passione tali da proiettarci lì con loro, lungo un silenzioso percorso notturno che lo sforzo fisico tende a deformare in un viaggio tra ironiche, ciniche e amare considerazioni sul bilancio di una vita.
Le sollecitazioni reali sono tante. La corsa è il momento per stare soli con i propri pensieri e dialogare con la coscienza, l’unico severo amico a disposizione. Lo sport è ovviamente metafora della vita, con i suoi limiti da raggiungere e da superare, ma nel nostro piccolo mondo diventa riflesso distorto delle proprie ossessioni, tipo inseguire obiettivi vacui per necessità di fare qualcosa.
Poi ci sono le sollecitazioni irreali: chi non ha mai sognato di correre in uno spazio reso sbilenco dal funzionamento casuale della nostra mente? Vai a capirli, gli effetti della psiche in libera uscita.
Il finale tragico ed epico. Al termine di un grande bagliore, tutti i frammenti di inquietudine raccolti durante il percorso andranno al loro posto. Forse non batterete subito le mani. Anzi, magari vi chiederete pure ma come, finisce così?, ma sarà un attimo. Dopo inizierete a ringraziare loro, stremati veramente, ed Edoardo Erba per aver lasciato anche voi senza fiato, a riflettere su quella cosa che si chiama senso della vita, spesso confusa con la corsa per un lavoro da consegnare, un autobus da prendere, una laurea da conseguire, una promozione da raggiungere. E invece, di corsa che conta ce n’è solo una. E, vien da aggiungere, non ha neanche vincitori e vinti.

di Edoardo Erba
interpretato e diretto da Cristian Giammarini e Giorgio Lupano
assistente Caterina Panti Liberovici
luci Mauro Marasà
video Massimo Federico
spettacolo nato in collaborazione con Teatro Stabile delle Marche, AMAT e Comune di San Benedetto del Tronto – progetto Concordia

http://www.milanomilano.eu/maratona-di-new-york/


lunedì 4 novembre 2013

"Maratona di New York" - Recensioni

Domenica, 03 Novembre 2013 Maria Pia Boido

Dal 31 ottobre al 9 novembre. La corsa come metafora della vita in cui si va avanti a fare una cosa senza sapere il perché, ma sapendo che si deve farla fino in fondo, uno sforzo senza senso, sotto un cielo muto e privo di dei; ma anche un personale modo per gabbare quell’incubo che è il destino, uno sforzo rabbioso e vitale di dare un senso, un ordine di marcia – in senso letterale, anche – alla propria esistenza. In un’atmosfera onirica e sospesa, su un palco scevro di oggetti scenici ma ricco di evocazioni, si racconta la vicenda di due ragazzi, due amici, presi in quel momento della vita, circa trent’anni, in cui si ha già un passato su cui rimuginare, e di cui tentare un bilancio, ma ancora tanto futuro davanti, forse possibilità.



Qui l'intera recensione:

http://www.saltinaria.it/recensioni/spettacoli-teatrali/maratona-di-new-york-teatro-leonardo-milano-recensione-spettacolo.htm




Leggi altre recensioni:

http://milano.mentelocale.it/55307-milano-maratona-new-york-recensione/

domenica 3 novembre 2013

Da Giorgio su Facebook

Ciao gente!!

Scrivo dopo la terza replica a Milano per ringraziare il pubblico che cresce in maniera esponenziale!!
Dopo il debutto di Halloween un pò in sordina abbiamo avuto due repliche in crescendo, e per noi è un grande sostegno!

Inoltre sabato prossimo faremo un altro incontro con il pubblico degli studenti (e non solo), se passate dal teatro Leonardo a noi fa piacere incontrarvi.

G R A Z I E anche a nome dell'altro maratoneta Cristian, ci vediamo a teatro!

G

(svengo)

Cristian Giammarini su facebook

Entrare in teatro la sera e trovare la presentazione del nostro autore che suona così ci dà una gran forza, ci nutre l'anima, ci accende il cuore!
Grazie Edoardo!!!

"Maratona di New York ha corso più di me, viaggiato più di me, fatto più carriera di me. E ho la sensazione che vivrà molto più di me. Una sensazione che si conferma ad ogni versione che mi capita di vedere. Se poi ne vedo una come qu...ella di Giammarini-Lupano, la sensazione diventa certezza. Lo spettacolo non tradisce il testo originale, ma lo rilegge, lo re-inventa, lo inserisce in una dimensione drammatica nuova. La regia è modernissima, magistrale: passa indenne dai momenti comici, senza sottolinearli e senza averne paura, e arriva diretta al cuore del dramma fondendo incubo e realtà in una sola dimensione, un'unica grande notte stellata. Notte che gli attori attraversano con una spontaneità che conquista e un'intensità che commuove. Difficile per il pubblico non ridere e non avere i brividi. La prova atletica sul palco è notevole, Lupano e Giammarini non si risparmiano, si partecipa alla loro fatica. La loro corsa è un gesto iperreale e tuttavia compone un disegno preciso, espressivo, rigoroso. Che ipnotizza e coinvolge, lasciandoti alla fine un grumo d'amore e di dolore da portare a casa, da elaborare con calma. Insomma, questa Maratona è un grande piccolo spettacolo che merita di restare nei cartelloni dei teatri per molti anni."

 EDOARDO ERBA

giovedì 31 ottobre 2013

Ciao fan page,

dunque ci siamo, domani sera si va in scena a Milano con "Maratona di NY" per il quinto anno consecutivo!!
Intanto vorrei ringraziare tutte le persone che hanno già prenotato i biglietti presso il teatro Leonardo: noi siamo entrati nella programmazione all'ultimo per sostituire uno spettacolo che è saltato, e quindi non abbiamo avuto molto tempo né per allenarci (aiuto!) né per far...e promozione (quest'anno è una costante...): in questo senso vorrei ringraziare anche Franca che occupandosi di questa pagina ci dà una grossa mano!!
Come forse saprete sabato alle 19 Cristian ed io incontreremo il pubblico in teatro prima dello spettacolo... vi aspettiamo, sarà divertente conoscersi!

Amici e amiche, lo so che il teatro "costa" un pò di più della televisione: bisogna vestirsi, uscire di casa (magari col freddo), cercare parcheggio, comprare un biglietto... in effetti sdraiarsi sul divano col telecomando in mano è più semplice! Ma, e mi rivolgo a tutte quelle persone che ci hanno ringraziato per le emozioni che vi abbiamo regalato con PdA2, vi assicuro che la magia che si crea, quando si crea, tra attori e spettatori durante uno spettacolo teatrale è una delle più belle emozioni che si possano provare, sia per voi che per noi... non per niente il teatro continua ad esistere da più di duemila anni!! Cosa lo faremmo a fare se non ci regalasse qualcosa?

Ho scritto questo messaggio in una pausa delle prove, vedo il mio collega Cristian pronto a correre... Si parte, destinazione New York!!

Chi viene con noi?

G

mercoledì 23 ottobre 2013

Da Giorgio per Voi !

BUONGIORNO!!

E così ieri sera abbiamo chiuso in bellezza la lunga avventura di PdA2, ancora una volta grazie a tutte per i commenti, l'attenzione, i complimenti, le critiche... ma sopratutto per l'affetto!
Da una parte mi fa piacere leggere che molta gente si auspica una terza serie, dall'altra mi dispiace perché già sappiamo che non si farà: purtroppo in tv i dati d'ascolto (ma non solo quelli......) dettano legge, e con i numeri che abbiamo fatto non c'è nessuna possibilità di proseguire con PdA3.
È un peccato, perché chi ha seguito la serie l'ha molto apprezzata... ma non è il caso adesso di tornare sul discorso, più volte affrontato, dell'auditel: è andata così, punto.

In ogni caso, a voi va il mio GRAZIE più grande!
Come sempre il confronto col pubblico è il momento più difficile, ma anche bello, del nostro lavoro, e devo dire che mai come in questo caso è stato istruttivo: ho avuto la misura del vostro gradimento, ho capito come avete seguito le storie dei vari personaggi, cosa ha fatto breccia e cosa no... cosa abbiamo fatto bene e dove invece abbiamo sbagliato... cosa di noi è riuscito ad arrivare fino ai vostri cuori.
È stato bello "frequentarci" per qualche settimana, e come si dice in questi casi: non perdiamoci di vista! (...che tradotto in termini di auto-promozione significa: vi aspetto presto a teatro!!!)

Ieri sera commentavo con Erica (grazie Erica: te l'ho già detto ma te lo ripeto, sei stata eccezionale) la fine della puntata ed il senso di vuoto che ci ha lasciato, che ogni fine ci lascia, ma è stata la sensazione di un minuto: è finita una storia, ne seguiranno tante altre.

Care amiche (e amici), grazie.
Grazie Stefano.

Il vostro
G

venerdì 18 ottobre 2013

Le prossime date della tournée di "Maratona di New York"

MILANO - Teatro Sala Leonardo, dal 1 al 10 novembre 2013,
ROMA - Teatro Brancaccino, dal 5 al 15 dicembre 2013,
LONIGO, 11 gennaio 2014,
MONSUMMANO, 12 gennaio 2014,
TRIESTE - Teatro Politeama Rossetti, dal 14 al 19 gennaio 2014,
CORMONS, 21 gennaio 2014,
BOLOGNA - Teatro Duse, 23 gennaio 2014

Da Giorgio sulla Fan Page Ufficiale - Le prossime date di Maratona di New York!

Ciao Mondo!!

Grazie per i messaggi di commento sulla puntata di ieri: Stefano e Asia hanno fatto pace, lei finalmente crede alla sua fedeltà ed ora siamo tutti più felici... certo, c'è Elide che si aggira armata per Torino e Paride che mi riempie di cazzotti (non anticipo niente, si vede nel promo), quindi non crediate che tutto possa filare liscio fino ai titoli di coda...

Per chi mi ha chiesto... quando poterci vedere a teatro vi scrivo qui sotto le date definitive (a meno di aggiunte dell'ultimo momento) della tournée di Maratona di New York!!

MILANO - Teatro Sala Leonardo, dal 1 al 10 novembre 2013,
ROMA - Teatro Brancaccino, dal 5 al 15 dicembre 2013,
LONIGO, 11 gennaio 2014,
MONSUMMANO, 12 gennaio 2014,
TRIESTE - Teatro Politeama Rossetti, dal 14 al 19 gennaio 2014,
CORMONS, 21 gennaio 2014,
BOLOGNA - Teatro Duse, 23 gennaio 2013.

Inutile dire che VI ASPETTIAMO, ma forse è utile chiedervi di diffondere il verbo e di divulgare un pò queste date: se vi è sembrato che la promozione di PdA2 sia stata scarsa potete immaginare la visibilità che ha il teatro sui media!!

Grazie ancora, un abbraccio.... a martedì!!
Giorgio

mercoledì 16 ottobre 2013

Da Giorgio sulla Fan Page Ufficiale

Ciao Gente (maiuscolo, vi piace?),
come state?

Scrivo due righe in risposta alle tante mail (tutte sullo stesso argomento) che ho ricevuto sulla pagina privata oltre che qui sulla fan page.
Allora, intanto GRAZIE: sto ricevendo molti messaggi con osservazioni assai acute e pertinenti, e tutti, che siano complimenti o critiche, sono argomentati con intelligenza ed educazione.
Una delle cose che in...contra meno il vostro favore è il comportamento del personaggio di Asia in questa seconda serie: quello che vorrei fare presente è che quello che vedete è il risultato di una sceneggiatura che altri hanno scritto per noi e che un regista ha contribuito a mettere in scena (bè, sullo schermo).
A noi attori potete fare delle critiche per COME abbiamo interpretato un personaggio, non sul carattere di quel personaggio stesso o su quello che fa: se Asia ogni tre per due piglia su e scappa dalla madre non l'ha deciso Erica Banchi, ma chi ha scritto le sceneggiature! Se poi quando lo fa risulta credibile (tanto da farvi arrabbiare) è perché Erica è una brava attrice.
Tengo a specificare queste cose anche per distinguere i ruoli in questo gioco di squadra che è un film: come in ogni gioco di squadra c'è chi coordina, chi allena, e chi scende in campo a giocare, a metterci la faccia e a prendersi tanto i complimenti quanto le critiche, anche quelle che andrebbero fatte a chi, stando in panchina o negli spogliatoi, non si vede mai... (naturalmente lo stesso discorso si può fare per i complimenti per i colpi di scena o gli sviluppi della trama che, essendo opera degli sceneggiatori, andrebbero rivolti a loro...)

Molte poi si sono lamentate della scarsa promozione, del fatto che altre fiction hanno avuto ampi spazi sui giornali o nella programmazione Rai... che volete che vi dica? Io solo solo l'attore di Paura di Amare!! :-))

Invito sempre chi ha delle osservazioni da fare a girarle anche alla Rai (purtroppo non so a quale indirizzo, ma so che qualcuna di voi lo conosce): in fondo le fiction o i programmi di intrattenimento sono fatti per chi guarda la tv (e con i soldi di chi guarda la tv), ed è giusto che possiate far conoscere le vostre opinioni non soltanto a noi attori, ma anche a chi ha voce in capitolo sull'offerta televisiva.

Detto ciò, consapevole del fatto che tutti noi abbiamo cose più importanti a cui pensare, vi saluto, vi ringrazio del tempo che avete impiegato per leggere queste righe e vi dò appuntamento a domani sera per la penultima puntata di PdA2...
Alla domanda: "Dove sta correndo il povero Stefano Loi?" qualcuna ha azzeccato la risposta, qualcuna ci è andata vicino e qualcuna si è immaginata una fuga a Belgrado!! Ma benedette ragazze, che ci va a fare Stefano a Belgrado? La vita non è già stata abbastanza dura con lui?? :-))

Un abbraccio, a presto,
Giorgio

PS Stiamo chiudendo le date della tournée di Maratona di New York quindi a giorni le pubblicheremo su questa pagina... il primo appuntamento è a Roma dal 5 al 15 dicembre al teatro Brancaccino! Run baby run!!! G

domenica 29 settembre 2013

"Paura di Amare 2" - Anticipazione sulla terza puntata in onda il 1 ottobre alle 21,10 su Rai Uno

La morte di Carlo spinge Asia e Stefano a rimandare le nozze. Elide riesce a far ricadere la colpa dell’omicidio su Stefano, oltre che il suo coinvolgimento nell’esplosione degli stabilimenti della Liopharma.  Von Berg ingaggia Paride per impadronirsi dell’azienda. Mirella scopre che Sergio è veramente il padre di Davide ma vuole, comunque, tenere il bambino con lei e il marito. Poi incoraggia Asia e Stefano a sposarsi comunque.